Erasmus - Sociologia d'impresa

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Perchè il nome ERASMUS


Il più noto di tutti gli umanisti del suo tempo era Erasmo, nato a Rotterdam intorno al 1466. Figlio illegittimo di un parroco, Erasmo divenne il più colto e raffinato tra gli uomini del XVI secolo, il suo consiglio fu ricercato da papi e riformatori, re e studiosi di tutta Europa. Nessun uomo del XVI secolo fu più convinto di Erasmo della necessità del cambiamento della Chiesa e della società. Sottopose a critica le pratiche del digiuno, dell'adorazione delle reliquie, del celibato, della vendita delle indulgenze, dei pellegrinaggi, dell'uccisione degli eretici sul rogo. Erasmo chiese insistentemente "che i dogmi venissero ridotti al minor numero possibile lasciando libera opinione sul testo". Erasmo credeva che la cultura avrebbe cambiato e migliorato il mondo ed espresse il desiderio che qualsiasi ragazzo di campagna potesse fischiettare i salmi mentre arava.


Perchè il Cavaliere di Durer come SIMBOLO


Il Cavaliere cristiano è il simbolo della dignità umana e della carità verso il prossimo nella incisione del 1513 di Albrecht Durer, interprete sensibilissimo dello spirito europeo del proprio tempo. Da persona autentica sa dire "no", sa essere solo, ignora il male e persegue con integrità d’animo e fermezza la missione, che egli stesso si è dato, della propria vita.


La nostra missione a favore delle diverse organizzazioni


Fare in modo che le persone - nella misura maggiore possibile – esprimano nel loro lavoro se stesse, la propria unicità, i propri talenti. Fare anche in modo che le persone si rispettino profondamente fra loro fino al punto ideale di provare stimolante gratificazione, forse anche "divertente” il raggiungere obiettivi chiari, discussi, ampiamente condivisi. Per Erasmus un lavoro non dovrebbe limitarsi al solo scopo economico - che in tal modo espropria alla persona molto di più del 50% della propria esistenza consapevole - ma essere anche occasione di autosviluppo professionale, personale, sociale, culturale, ambientale Il vantaggio nel tendere costantemente verso questo obiettivo plurimo (risultati organizzativi, integrazione di gruppo, auto-miglioramento…) rende migliore e più soddisfatto non solo il singolo nell’ambito professionale ma anche la persona in ogni sua dimensione e contesto: come cittadino, amico, figlio, coniuge, genitore, vicino di casa, conoscente, membro della società umana e naturale. I valori - che vogliamo sviluppare prima di tutto in noi stessi e successivamente nelle imprese e organizzazioni nostri interlocutori - sono quindi: responsabilità individuale, meritocrazia, flessibilità, creatività, sana socialità, curiosità verso il nuovo e ciò che è diverso, tensione verso il proprio continuo miglioramento professionale e personale. Noi vogliamo sviluppare il più possibile l’idea di lavoro anche come palestra per far emergere i talenti nascosti o dormienti, un laboratorio dove esercitarsi e per ottenere obiettivi Si potrà affermare che una impresa ha come obiettivo unico il profitto. Non è solo così. Se non ha anche obiettivi di sviluppo umano e sociale avrà dei costi "sommersi" non facilmente misurabili, da parte dei collaboratori, clienti, fornitori, società civile ecc. Per questo, oltre all’etica, una impresa deve essere capace di “alzare il livello”. Anche perché il cambiamento non richiede di "pagare" ma di saper essere.


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